MONDRAGONE. ANTONIO BELLI. LA CITTÀ È IN STATO DI DECOMPOSIZIONE. ON. ZANNINI INTERVENGA. LEI PUÒ.

 Mondragone. Anche nella giornata odierna, in base ad alcune segnalazioni fatte inerenti ad una discarica a cielo aperto in via Padule, alle spalle del campo sportivo, il comitato Sinope nonché il presidente Mario De Martino ed  Antonio Belli, si sono recati in zona per constatare il solito scempio fatto dall’uomo. Ai piedi del monte Petrino, un luogo meraviglioso, abbiamo trovato una vera e propria discarica. Il sig. Mario De Martino attraverso un video girato in zona dichiara la pericolosità dei roghi che avvengono ogni sera creando aria irrespirabile danneggiando non solo i terreni adiacenti coltivati ma soprattutto la salute dei cittadini. Antonio Belli continua affermando che ” Queste zone in epoche romane sono state sempre elogiate  da molti poeti come Virgilio, Catullo etc.. per il meravigliso “nettare degli Dei” mentre ora è diventato un luogo invivibile grazie all’ evoluzione dell’essere umano, ( se si può chiamare evoluzione). A tal proposito, ringrazia gli imprenditori il sig. Bruno Eliseo Moio, da generazioni produttore di Falerno ed il giovane dott.  Pietro Alfieri i quali hanno fatto conoscere il nostro prelibato vino in tutto il mondo. Purtroppo, a causa del menefreghismo politico  la nostra città non è amministrata a dovere e gli sforzi dei nostri imprenditori che cercano di far conoscere le nostre prelibatezze oltre oceano, diventano sempre più duri. Serve una strategia. Antoni Belli, continua dicendo  che una parte dei cittadini,  hanno la colpa di essersi adagiati su questa situazione di incuria e spesso non si comportano bene,  dall’altra, abbiamo un’ amministrazione comunale  che dovrebbe  fare la sua parte, invece  non la fa, cercando di nascondere la polvere sotto il tappeto. Quindi,  A. Belli avanza la sua ricetta: “È ora che vengano ripristinate le multe per chi sporca. Io amo la mia città e mi fa soffrire vederla allo sfascio. Segue dicendo: “faccio parte di quei pochi che oggi è “dentro” il territorio, lo vivo,  lo percorro quotidianamente, lo ascolto, ne leggo  gli umori e le rabbie. «Voglio dare una mano a questa nostra terra e la darò in ogni caso, in che forma vedremo, dipende anche dai cittadini» Il punto è quello di recuperare questo territorio dal degrado fisico: crolli, marciapiedi, strade, per non parlare anche del problema della sicurezza che negli ultimi anni dilaga sempre più. Tutte questioni che il  sindaco occulto non mette nel suo ‘diario’ cittadino. Le norme ci sono per cercare di arginare questo degrado come la legge del 3 aprile 152/2006 codice ambientale contenente gli art 255 e 256 nei quali vengono trascritti reati penali ed amministrativi. Purtroppo è la volontà che non esiste.
Al voto mancano ancora mesi e in città non ci possiamo permettere la vergogna dei rifiuti per altro tempo.
Mentre i nostri governanti fanno comizi,  sfilate ed orecchie da mercante, questi terroristi ambientali non si placano distruggendo ciò che dovrebbe essere curato e valorizzato, senza dimenticare che possono comportare anche una seria di emergenza sanitaria. L’ On Zannini, presidente della Commissione ambiente ha i mezzi per poter fermare questo scempio. Perché non agisce? Perché non spende una parola a favore di queste persone ed agricoltori costretti a subire questo degrado? Perché si volta dall’altro lato? Illustrissimo Onorevole, chi ama la propria città lo dimostrasse con i fatti. E non solo.
L’amministrazione Pacifico, dopo quattro anni di menefreghismo, ha il dovere di evitare nuovi danni al territorio, visto che è stata appurata l’ insensibilità da parte di chi ci governa al palese  degrado criminale in cui versa la nostra terra.
A parere di molti, si ritiene opportuno e doveroso, per tutti i motivi su esposti, per le condizioni in cui versa questa Amministrazione e questa maggioranza, per il fatto che il Sindaco non riconosce le difficoltà e la dignità dei propri concittadini ma ne prende le distanze, che  finalmente Virgilio Pacifico  compia un atto di responsabilità in extremis e SI DIMETTA».
E’ l’ora di prendere la ramazza in mano e rendere mondragone finalmente vivibile per tutti.

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