Mondragone. È ben noto a tutti il caso del mini appartamento , abusivo, del comandante della polizia locale Bonuglia, che attraverso una delibera firmata dall’ architetto Salvatore Catanzano è stato costretto ad effettuare lo sgombero dell’ edificio allo scopo di ripristinare lo stato dei luoghi consentiti dalla legge. Ad oggi, apprendiamo che il suddetto comandante, ancora in carica, a parere di molti, per volontà del fautore amministrativo, aveva dichiarato un’ armeria sita all’interno del comando della polizia municipale di Mondragone nonché la sorveglianza della stessa, doveva essere effettuata dagli appartenenti al corpo attraverso ripetuti sopralluoghi diurni e notturni tendenti ad accertare le condizioni delle porte di accesso, finestre, pareti etc. Purtroppo bisogna precisare che, in data 16 luglio del cm il comandante ha comunicato la sua assenza dal 17/07/2021 al 23/07/2021, designando quale suo sostituto per l’ ordinaria amministrazione il lgt. B. C. al quale affidava anche il controllo della presunta armeria.
Si specifica che il Decreto Ministeriale 145/87, all’ articolo 13, pone determinati requisiti specifici per la costituzione dell’ armeria. Pertanto, in base a cio’ il comando della polizia municipale di Mondragone non è dotato di un’ armeria e nessun locale dello stesso comando è stato predisposto a tale uso. Inoltre non risulta esserci un registro di carico e scarico delle armi, indispensabili per i dipendenti che lasciano armi e munizioni dopo lo smonto del servizio. Quindi, possono custodire presso la propria abitazione, l’ arma in dotazione. Ciò che molti in questo giorni si chiedono è del perché questo modo di giustificare la sua presenza notturna nel comando di polizia. Visto che l’ armeria non esiste, come si può negare l’ evidenza? Cari governanti, l’ esempio si sa, deve venire sempre dall’ alto, in tal modo anche il resto della popolazione saprà come comportarsi esattamente e correttamente. E il sindaco in tutto questo ” tace” invece di sanzionare responsabili o chiunque era in condizioni di segnalare o denunciare i fatti, rendendosi complice, omettendo atti del proprio ufficio.
Ci auguriamo che i piani alti intervengano per far luce su questa vicenda che non deve essere gettata assolutamente nel dimenticatoio. La legge deve essere applicata per tutti a prescindere dal ruolo che si occupa in società.
