Mondragone. Ebbene sì, non è possibile sopportare questo scempio e menefreghismo.
Siamo a 5 mesi dalle elezioni e qui si ride e si scherza sulle spalle della gente.
Aumenti tari circa 26%, disservizio rifiuti, lavori pubblici al collasso,……
Bandiera blu 24.000.000 e nessuno ne parla.
I lavori al palazzo Ducale sono rimasti bloccati. La casa del mare nuovamente abbandonata.
I servizi sociali inesistenti, i minori di etnia rom non vanno a scuola.
Il tutto corrisponde al consigliere Zannini, che sta mettendo in atto una nuova campagna elettorale, con papabile candidati .
Antonio Belli, riferisce al popolo che chiunque sarà il candidato, se dovesse essere quota Zannini, staremo a punto e a capo. In poche parole,
tutti i delegati sono di Zannini.
Assessore all’ambiente (quota Zannini) ,assessore ai lavori pubblici (quota Zannini) delega ai servizi sociali (quota Zannini) vice sindaco, delega al cimitero (quota Zannini) assessore alle attività produttive, paese in ginocchio economicamente ( quota Zannini ) solo l’assessore all’istruzione è in quota (Ugo Conte) .
Pertanto il candidato sarà in quota Zannini.
Popolo non fatevi abbindolare, sarà sempre Zannini il fautore se non vi svegliate. Purtroppo il crescente distacco tra cittadini e istituzioni che si registra nella maggior parte delle democrazie contemporanee non è ascrivibile solo a qualunquismo, disinteresse o protesta, più o meno consapevole, nei confronti di una classe politica inadeguata e corrotta. È indice di qualcosa di più grave: una radicale perdita di fiducia nella democrazia come veicolo di cambiamento ed emancipazione sociale, che oggi interessa in particolare i più poveri e i più svantaggiati. L’ amico Belli conclude citando un classico del pensiero politico, Alexis de Tocqueville. Riflettendo sullo svuotamento delle istituzioni democratiche locali nel corso del diciottesimo secolo, in Francia, egli così si esprimeva:
«Il popolo, che non si lascia ingannare tanto facilmente quanto si crede dalle vuote apparenze di libertà, si astiene allora dovunque dall’interessarsi agli affari del comune e vive tra le sue mura come uno straniero. Inutilmente i magistrati tentano di tanto in tanto di ridestare in lui quel patriottismo municipale che ha compiuto prodigi nel Medio Evo; il popolo resta sordo, i maggiori interessi della città non sembrano commuoverlo. Si vorrebbe che andasse a votare, là dove si è creduto necessario conservare la vana immagine di un’elezione libera; ma il popolo si ostina ad astenersene»
