Mondragone. L’ esperienza di rigenerazione del parco Carducci costituisce un modello di partecipazione civica per eccellenza. Il comitato Sinope, con l’ aiuto dei residenti e soprattutto con le donazioni fatte dai commercianti locali, che stanno dimostrando tantissima solidarietà, hanno ridato luce ad un’ area in completo stato di abbandono. Dove c’ erano le siringhe, bottiglie rotte, degrado assoluto, oggi corrono i bambini, gli amici a 4 zampe si fermano a bere, gli uccellini si posano anche sull’ erba che pian piano sta nascendo. Le persone forse non aspettavano altro e cioè quello di vedere un parco pulito. Bisognava cominciare, poi dove si arriva non importa, l’ importante è iniziare a fare qualcosa. Le persone dovevano capire che il cambiamento era possibile. La chiave vincente è stata far comprendere a loro che non c’è bisogno di tempo per raccogliere una bottiglia da un parco pubblico, è necessario un secondo, poiché non è una questione di tempo è questione di volontà. Lo spontaneismo di questi fenomeni spesso fa sì che avvengono piccoli miracoli. “Quando vedi che il tuo gesto fa la differenza senti di aver svolto un ruolo fondamentale per cambiare le cose”, afferma il presidente del suddetto comitato il sig. Mario De Martino. Io credo che il futuro di Mondragone sia nelle mani delle associazioni e dei cittadini attivi. Nessuno può conoscere meglio del singolo cittadino le dinamiche da lui vissute quotidianamente, asserisce invece il vice presidente del comitato Sinope, il sig. Antonio Belli. Pertanto, a parere di molti I comitati non devono essere inquinati dalla politica, poiché verrebbe a mancare la loro purezza, e verrebbero politicamente indirizzati verso determinate questioni che tenderebbero a non tenere conto dei problemi reali. Le persone devono sentire di appartenere al posto in cui vivono per potersi mobilitare nell’interesse dello stesso. Siamo tutti cittadini, bisogna includere tutti. Purtroppo un comune che si disinteressa del verde pubblico o peggio dice di non avere fondi per salvaguardare il bene comune, dovrebbe solo tornare sui propri passi e dare le dimissioni. Che il comitato Sinope sia da esempio per tutti coloro che credono nel cambiamento. Perché si può, basta crederci.



