Mondragone. Quante volte ci siamo sentiti liberi di decidere veramente le sorti del nostro amato paese?
Quante volte abbiamo opposto realmente resistenza alle varie ingiustizie quotidiane?
Quante volte abbiamo fatto finta di non vedere e ci siamo girati dall’altra parte?
Quante volte abbiamo solamente e semplicemente criticato o commentato senza poi essere conseguenti sino in fondo? Ciò serve per capire come le nostre vite siano imprigionate da una sorta di invisibile schiavitù democratica.
Tutti, ognuno con le sue responsabilità, hanno contribuito a questa situazione.
Le solite grandi e fraterne manovre hanno portato avanti delle politiche volte a guardare e salvaguardare solamente gli interessi privati e mafiosi.
Nulla e poco nell’interesse collettivo.
Se ci fate caso, gli uomini che decidono le nostre sorti sono sempre gli stessi e sempre della stessa “famiglia”.
Fanno e disfano, ma le cose non cambiano mai.
Anzi, oramai, i politicanti influenti sono menefreghisti e senza ritegno.
Hanno fatto di tutto in questi anni.
Sperperato i soldi pubblici, sottratto le nostre risorse, hanno preso in giro i cittadini, utilizzato il tutto per i loro fini privati, inquinato la legalità e le istituzioni, aiutato e collaborato con le mafie.
E tutto questo noi lo subiamo senza tanto clamore.
Sì, ci ribelliamo a voce, critichiamo, offendiamo e denigriamo, ma alla fine subiamo le loro scelte e le loro inefficienze volute e calcolate.
E se provi a fare politica seria e onesta, nonché dire ciò che si pensa in faccia a questi individui, vieni etichettato come istigastore, razzista.
Oltre alla censura che gli organi di stampa locale, influenzati dalle solite baronie di zona, ti applicano.
Ma se alziamo la voce ed abbiamo forza, ci possiamo far sentire ugualmente. La politica del fare non è il partito nel quale la maggior parte dei cittadini si riconosce. Questo finto politichese non piace e non serve a Mondragone.
E invocare la finta onestà, solo per evitare che si discuta apertamente dello scempio che vediamo tutti i giorni non è utile al Paese e ai suoi cittadini. Questa pseudo politica non ha capito che il mondo fuori è un’altra cosa e di belle parole la gente che muore di fame o che stenta ad arrivare a fine mese, che vive nel degrado giornalmente, non se ne fa niente.
Le catene di questa schiavitù democratica sono belle grosse e pesanti.
Solo quando riusciremmo a vederle e capirle realmente potremmo trovare tutti insieme la soluzione e liberarci definitivamente da questa gente. Basti osservare lo scempio presso i noti palazzi Cirio che continua senza sosta e senza controllo e, il degrado che piano piano sta nuovamente prendendo piede al parco Carducci, dopo che il comitato Sinope ha lasciato l’ area a causa di ingiuste accuse mosse da qualche residente, come già esposto sulla loro pagina ufficiale di Facebook. Pertanto, il suddetto comitato aveva dato prova di come si può dare vita ad una vera e propria battaglia di civiltà non contro qualcuno ma per cambiare il sistema, per i diritti, per la giustizia, per la dignità e per l’ etica, con l’ obbiettivo di restituire alla fruizione dell’ intera cittadinanza il parco Carducci e le aree antistanti che da molto tempo erano mete di incivili. Purtroppo i membri del comitato si sono dovuti scontrare con realtà difficili avendo toccato interessi ” intoccabili “. Ma ogni difficoltà diventa superabile, quando si è una squadra e si ha la volontà di cambiare, perché i nostri figli hanno il diritto di vivere in una città normale. Quindi, cari signori amministratori, più controlli, più telecamere di videosorveglianza e collaborate con i cittadini onesti perché quelli disonesti alla nostra città, fanno solo male.



