MONDRAGONE. DI NUOVO DROGA AL PARCO CARDUCCI.

Mondragone. Di nuovo spacciatori e consumatori di droga al parco Carducci. È quanto segnalato da alcuni residenti della zona, che ci hanno inviato foto di siringhe lasciate nel parco, dove abitualmente giocano i bambini. Secondo quanto riferito, il consumo di droga avverrebbe di giorno ed anche in presenza di minori. Una situazione che merita la massima attenzione da parte delle istituzioni e forze dell’ordine. In seguito a questo increscioso fatto di cronaca nera, il comitato Sinope ricorda a chi di dovere che
fin dalla sua costituzione si è fatto sempre portavoce delle situazioni di disagio ed incuria di cui soffre da anni la zona, cercando anche di dare allo stesso tempo soluzioni per risolvere i problemi portando il parco agli albori di un tempo, grazie alla collaborazione degli imprenditori locali. Pertanto, se non si interviene tempestivamente,  non sarà possibile ottenere durature condizioni di normalità in termini di sicurezza. È evidente che i tossicodipendenti, gli alcolizzati si sono resi conto che la suddetta area non è più vigilata, ergo, fanno ciò che vogliono.
Il comitato Sinope si chiede “quali iniziative il sindaco e la giunta intendano adottare affinchè il parco torni a essere fruibile dai bambini, dalle famiglie e da tutti i residenti del quartiere; quali interventi intenda porre in essere la Polizia Municipale per contrastare il degrado di tale parco”, infine, quando verrà reinstallata la video sorveglianza affinché si inizi nuovamente a pulire l’ area in totale sicurezza, onde evitare accuse infondate mosse da qualche residente? Attendiamo risposte…

MONDRAGONE. CONTROSENSO DEL SINDACO PACIFICO. A PARLARE SONO I CONSIGLIERI DI OPPOSIZIONE.

Mondragone. Anche per la commemorazione dei defunti si assiste al controsenso del sindaco Pacifico – comunicato stampa

I consiglieri comunali di opposizione del centro destra cittadino, Valerio Bertolino, Pasquale Marquez, Alessandro Pagliaro, Antonio Pagliaro e Giovanni Schiappa, fanno sentire la loro voce in merito a quanto improvvidamente deciso dal sindaco Virgilio Pacifico per la commemorazione dei defunti a Mondragone.
“Con un centro operativo comunale che non funziona e neanche un nucleo comunale di protezione civile in attività, chi riuscirà a far osservare le prescrizioni, nella consapevolezza di dover attivare il protocollo sanitario se dovesse esserci l’esigenza?
Non comprendevamo perché ad oggi non fosse stata fatta ancora alcuna seria riflessione riguardo il regolare svolgimento del mercato domenicale, non comprendiamo fino in fondo l’opportunità di aver fatto una scelta del genere per il cimitero in occasione di tale ricorrenza.
Chi riuscirà effettivamente ad impegnarsi a coordinare gli accessi in maniera scaglionata, mentre la Polizia Locale dovrà pur assicurare – così come espressamente previsto – verifiche e controlli necessari, oltre a far opportunamente rispettare, per esempio, il divieto di fumare?
Non bastano soltanto planimetrie e piantine per garantire che le entrate e le uscite individuate siano utilizzate esclusivamente a senso unico, e non può certamente bastare solo una raccomandazione di fare o non fare!
Alcun provvedimento che assicuri la presenza della segnaletica e’ veramente sufficiente, e non riescono ad essere sufficienti i soli addetti alla sosta per ottenere un’opportuna maggiore distanza tra le auto parcheggiate.
L’utilizzo di mascherine ed eventualmente anche di guanti per ognuno, non può esimere ad impegnarsi di meno nell’organizzazione logistica degli spazi.
Infine, qualora fosse riscontrato un mancato rispetto della distanza sociale, in che modo si riuscirebbe a sospendere – almeno temporaneamente – lo svolgimento?
Il sindaco Virgilio Pacifico, poi, scrive l’opposto di quello che evidentemente vuole intendere e, quindi, va anzitutto chiarito che il divieto di permanenza di trenta minuti e’ cosa ben differente dal più auspicabile divieto di permanenza oltre i trenta minuti!
L’unica cosa certa è il contro senso del primo cittadino e della sua amministrazione comunale che, a differenza di quanto ha fatto senza riflettere troppo per vietare l’accesso ai nostri giovani sulle spiagge, e riguardo al mercato domenicale ove continua ad assicurare lo svolgimento pur sapendo che non sarebbe inferto alcun colpo mortale all’economia cittadina, nel caso del cimitero – ove la maggior parte dei frequentatori non sono certamente i più giovani – invita addirittura le persone anziane ad evitare di andarci”!

MONDRAGONE. LA LOGICA DEL DELIRIO.


Mondragone. Quante volte ci siamo sentiti liberi di decidere veramente le sorti del nostro amato paese?
Quante volte abbiamo opposto realmente resistenza alle varie ingiustizie quotidiane?
Quante volte abbiamo fatto finta di non vedere e ci siamo girati dall’altra parte?
Quante volte abbiamo solamente e semplicemente criticato o commentato senza poi essere conseguenti sino in fondo? Ciò serve per capire come le nostre vite siano imprigionate da una sorta di invisibile schiavitù democratica.
Tutti, ognuno con le sue responsabilità, hanno contribuito a questa situazione.
Le solite grandi e fraterne manovre hanno portato avanti delle politiche volte a guardare e salvaguardare solamente gli interessi privati e mafiosi.
Nulla e poco nell’interesse collettivo.
Se ci fate caso, gli uomini che decidono le nostre sorti sono sempre gli stessi e sempre della stessa “famiglia”.
Fanno e disfano, ma le cose non cambiano mai.
Anzi, oramai, i politicanti influenti sono menefreghisti e senza ritegno.
Hanno fatto di tutto in questi anni.
Sperperato i soldi pubblici, sottratto le nostre risorse, hanno preso in giro i cittadini, utilizzato il tutto per i loro fini privati, inquinato la legalità e le istituzioni, aiutato e collaborato con le mafie.
E tutto questo noi lo subiamo senza tanto clamore.
Sì, ci ribelliamo a voce, critichiamo, offendiamo e denigriamo, ma alla fine subiamo le loro scelte e le loro inefficienze volute e calcolate.
E se provi a fare politica seria e onesta, nonché dire ciò che si pensa in faccia a questi individui, vieni etichettato come istigastore, razzista.
Oltre alla censura che gli organi di stampa locale, influenzati dalle solite baronie di zona, ti applicano.
Ma se alziamo la voce ed abbiamo forza, ci possiamo far sentire ugualmente. La politica del fare non è il partito nel quale la maggior parte dei cittadini si riconosce. Questo finto politichese non piace e non serve a Mondragone.
E invocare la finta onestà, solo per evitare che si discuta apertamente dello scempio che vediamo tutti i giorni non è utile al Paese e ai suoi cittadini. Questa pseudo politica non ha capito che il mondo fuori è un’altra cosa e di belle parole la gente che muore di fame o che stenta ad arrivare a fine mese, che vive nel degrado giornalmente, non se ne fa niente.
Le catene di questa schiavitù democratica sono belle grosse e pesanti.
Solo quando riusciremmo a vederle e capirle realmente potremmo trovare tutti insieme la soluzione e liberarci definitivamente da questa gente. Basti osservare lo scempio presso i noti palazzi Cirio che continua senza sosta e senza controllo e, il degrado che piano piano sta nuovamente prendendo piede al parco Carducci, dopo che il comitato Sinope ha lasciato l’ area a causa di ingiuste accuse mosse da qualche residente, come già esposto sulla loro pagina ufficiale di Facebook. Pertanto, il suddetto comitato aveva dato prova di come si può dare vita ad una vera e propria battaglia di civiltà non contro qualcuno ma per cambiare il sistema, per i diritti, per la giustizia, per la dignità e per l’ etica, con l’ obbiettivo di restituire alla fruizione dell’ intera cittadinanza il parco Carducci e le aree antistanti che da molto tempo erano mete di incivili. Purtroppo i membri del comitato si sono dovuti scontrare con realtà difficili avendo toccato interessi ” intoccabili “. Ma ogni difficoltà diventa superabile, quando si è una squadra e si ha la volontà di cambiare, perché i nostri figli hanno il diritto di vivere in una città normale. Quindi, cari signori amministratori, più controlli, più telecamere di videosorveglianza e collaborate con i cittadini onesti perché quelli disonesti alla nostra città, fanno solo male.


MONDRAGONE. ALLARME CRACK AL PARCO CARDUCCI.

Mondragone. Allarme droga al parco Carducci. Nella serata odierna, alcuni residenti in zona mentre passeggiavano in questa piccola area verde, hanno notato nell’ erba una piccola bottiglia di plastica con cannuccia, la solita droga chiamata crack che utilizzano di solito i tossicodipendenti. È stata davvero una sorpresa sgradita rivedere certe scene nel parco, quando fino a ieri era a prova di bambino. Secondo molti residenti, da quando il comitato cittadino Sinope ha fatto dietrofront, a causa di calunnie e di storielle inventate da parte di qualche residente in zona che per motivi ancora ignoti, non desiderano la presenza dei membri del comitato in loco, l’ area non è più la stessa. Oltretutto ci si mette anche l’ assenza della telecamera di videosorveglianza che non giova di certo a questa sgradevole situazione poiché senza le dovute precauzioni, sicurezza, non si può operare nell’ area come era di consuetudine fare. Pertanto, onde evitare sgradevoli inconvenienti ed essere accusati di fatti non realmente accaduti, il comitato chiede per l’ ennesima volta la REINSTALLAZIONE delle telecamere di sorveglianza allo scopo di tutelare sia la propria che l’ altrui incolumità, al fine di ritornare ad occuparsi del parco. “Non possiamo permettere che questa area diventi di nuovo il simbolo del degrado, soprattutto dopo il duro lavoro svolto in questi mesi”, tuona un residente di via Carducci. Ci auguriamo che questa volta, le istituzioni ascoltino queste persone una volta per tutte allo scopo di mettere fine a questa situazione, per questo chiediamo al sindaco di intervenire al più presto. Seguiranno aggiornamenti…

MONDRAGONE. IN TEMPO DI CORONA VIRUS.

A Mondragone, in tempo di corona virus, andiamo di male in peggio – comunicato stampa

I consiglieri comunali di centro destra Valerio Bertolino, Pasquale Marquez, Alessandro Pagliaro, Antonio Pagliaro e Giovanni Schiappa evidenziano l’assenza totale del sindaco per fronteggiare il covid 19.
“Prima dell’ultima tornata elettorale non abbiamo condiviso affatto che fosse un consigliere regionale, seppur nostro concittadino, ad informare sistematicamente la comunità mondragonese riguardo a contagiati, guariti e talvolta deceduti in città. Quella era e rimane una prerogativa di un sindaco, per tutto quanto e’ precisamente riconosciuto dalla legge ad un primo cittadino che e’ l’unico amministratore a poter disporre, legittimamente, di tali dati.
Ora, come e più di allora, assistiamo ad un’inspiegabile assenza anzitutto comunicativa, oltre che amministrativa in tal senso, del sindaco Virgilio Pacifico che, oltretutto, essendo un medico potrebbe farlo meglio e più di chiunque altro.
Non riusciamo per niente a dimenticare che i nostri commercianti e le famiglie in difficoltà non hanno potuto contare su nessun aiuto da parte dell’amministrazione comunale, pur essendogli stato da noi a suo tempo suggerito ed stata stessa messa in condizione dal Governo di poterlo tranquillamente fare.
Mentre in Italia, per fronteggiare l’incertezza dovuta alla seconda tornata del covid 19, tutti i sindaci si fanno riconoscere come primi cittadini attraverso i social network, le televisioni, i giornali on line e la carta stampata, a Mondragone non avviene tutto ciò in quanto si rincorrono dati, fatti e numeri proprio perché abbiamo un sindaco che, da quasi tre anni e mezzo, non ha mai cominciato a fare il Sindaco, in effetti proprio così come vuole la sua stessa maggioranza politica che desidera essere libera di poter continuare a fare tutto ciò che vuole, a discapito dei Mondragonesi”!

MONDRAGONE. PARCO CARDUCCI. IL COMITATO SINOPE RICHIEDE LA REINSTALLAZIONE DELLE TELECAMERE.

Mondragone. È noto a tutti il comunicato postato sui social network da parte del comitato Sinope, dove dichiara che a causa di fraintendimenti da parte di qualche residente, che per motivi ancora sconosciuti, non gradisce la presenza del suddetto comitato nel parco Carducci, quest’ ultimo, non intende più svolgere l’ ordinaria manutenzione e riqualificazione del piccolo polmone verde, onde evitare di essere accusato ingiustamente di fatti non realmente accaduti. In zona, e’ da tempo che è stata richiesta maggiore sicurezza attraverso la reinstallazione della telecamera di videosorveglianza che circa due mesi fa’ è stata rimossa dal parco. Il presidente ed il vice presidente del comitato, i signori Mario De Martino ed Antonio Belli, si sono recati di persone presso il comando della polizia municipale per segnalare e sollecitare la REINSTALLAZIONE delle telecamere allo scopo di avere maggiore sicurezza e controllo dell’ area, non solo per chi frequenta il parco ma anche per coloro che quotidianamente cercano di tenerlo pulito e fruibile a tutti, al fine di tutelare anche la propria buona fede. Conosciamo l’ esigenze del quartiere, abbiamo visto il gran lavoro svolto da questi volontari, abbiamo constatato quanti imprenditori locali hanno donato materiale per la riqualificazione dello stesso, sarebbe un vero peccato restituirlo al degrado in cui versava. Non possiamo permettere di fare di nuovo i conti con azioni vandaliche. Reinserire questo ” grande fratello”, sarebbe anche un modo, da parte delle istituzioni, di dimostrare un po’ di vicinanza a questi volontari.
“Ci dicevano che non era possibile, che il Parco Carducci fosse terra dimenticata, ai margini, nessuno se ne occupava. Ci dicevano che le nostre richieste, i video, gli articoli erano ‘poca cosa’. Ma la testardaggine, l’impegno, la costanza ha fatto miracoli!”. Questo il commento del presidente del Comitato Mario De Martino. ” Avevamo promesso di non abbandonare i residenti e personalmente non mi sono dato pace finché non ho visto il parco terminato grazie sopratutto all’ aiuto degli imprenditori locali che tutt’ ora continuo a ringraziare”, conclude il vice presidente Antonio Belli.
Pertanto, chiediamo a chi di dovere, di cambiare rotta cercando di risolvere il problema, mettendo, una volta per tutte un punto a questa storia.
 La sicurezza è prima di tutto un diritto fondamentale per i cittadini e non può essere lasciata al ‘fai da te’.

MONDRAGONE. Il CENTRO DESTRA NON ACCETTA I TEMPI ED I MODI DEL TRASFERIMENTO DELLA CASERMA DEI VIGILI LOCALI.

Mondragone, trasferimento della caserma dei vigili urbani da piazza Umberto I: il centrodestra cittadino non accetta i modi ed i tempi – comunicato stampa

I consiglieri comunali di opposizione Valerio Bertolino, Pasquale Marquez, Alessandro Pagliaro, Antonio Pagliaro e Giovanni Schiappa assumono una posizione precisa e determinata nei confronti del sindaco Virgilio Pacifico e della sua maggioranza
<< Da subito il nostro auspicio era quello che il rifacimento di piazza Umberto I – che siamo riusciti a realizzare non senza grandi difficoltà – non fosse poi sprecata dai futuri amministratori, prima ancora che dalla città. L’occasione di un progetto che preservava la ricchezza del passato guardando al futuro, dove anche il commercio potesse vivere un momento di rinascita, con la crescita delle attività esistenti e l’apertura di nuovi esercizi in grado di offrire più servizi alla collettività, supportati dalle Istituzioni con incentivi e sgravi dopo troppi anni di sacrifici e crisi per i nostri commercianti, alla luce di una dislocazione degli uffici comunali secondo le disponibilità immobiliari esistenti all’interno del riqualificato centro storico. Perciò realizzammo la delocalizzazione degli uffici comunali che, in virtù del trasferimento – allora fortemente voluto da noi, evidentemente poco da chi ci ha seguito – della Compagnia della Guardia di Finanza presso la Villa Bencivenga Biondani a ridosso della villa comunale che consentisse di avere un importante presidio delle Forze dell’Ordine nella zona lido della Città di Mondragone, favorendo un sostanziale recupero delle condizioni di legalità in un’area nevralgica per lo sviluppo turistico del territorio. Dopo aver restituito all’antica dignità e bellezza il cuore antico della Città, eravamo convinti che fosse necessario favorire la presenza di uffici comunali direttamente nella centralissima piazza o in prossimità della stessa. Con la realizzazione nel quartiere Sant’Angelo, alla Via Duca degli Abruzzi, del nuovo Comando di Polizia Locale (il cui progetto – è bene ricordare – è stato messo a gara ed i relativi lavori sono stati affidati dalla precedente amministrazione comunale, come di tutto quanto di cui continuano a riconoscersi indebitamente meriti gli attuali disamministratori, come ad esempio fanno per Il Grande Progetto della Bandiera Blu del Litorale Domitio) prima del relativo trasferimento e fatta salva la conferma del palazzo di piazza Umberto I di una sala adibita a mò di presidio operativo che garantisse la presenza in loco dei Vigili, l’Ufficio Tributi andava ubicato in via Sementini ove ancora vi si ritrovano gli Uffici della Soprintendenza Archeologica che dovevano essere trasferiti in via Benevento/via Udine – in prossimità della principale arteria cittadina ovvero viale Margherita – i cui locali ora sono destinati alla distribuzione dei kit per la raccolta differenziata che, invece, già avrebbero dovuto utilizzare i locali del piano terreno del Palazzo Tarcagnota in corso Vittorio Emanuele, ovvero sempre nelle immediate vicinanze della Piazza, ove è stata allocata al primo piano la Mediateca comunale “Antonio Sementini”, come opportunamente già deciso da noi e pianificato a suo tempo sempre da noi. Disponemmo, inoltre, che gli uffici comunali afferenti l’area sociale e culturale, al momento del trasferimento del Comando di Polizia Locale nella nuova sede di Via Duca degli Abruzzi, fossero trasferiti presso la sede comunale di piazza Umberto I. Addirittura prevedemmo anche l’utilizzo della sede ubicata in via Alemanno n. 75, nelle more del trasferimento completo di tutti gli uffici e delle forze di polizia comprese nel piano approvato nel 2015, che poi – successivamente – poteva essere disponibile per il rientro in città di un’articolazione della Polizia statale su cui stavamo lavorando con ottimi propositi, oltre che della Casa delle Associazioni, ma tutto ciò non è stato possibile perché una volta spostata la Mediateca dai locali terranei di via della Rifiorita, mai si è dato avvio al graduale adeguamento e trasferimento della nuova Caserma della Guardia di Finanza. Eppure, come non mai, l’attuale primo cittadino e la sua amministrazione sta sperperando risorse economiche e squilibrando il bilancio dell’ente a tal punto che, per il secondo anno consecutivo, ha fatto riconoscere il Comune di Mondragone come strutturalmente deficitario. La verità è che la maggioranza politica che disamministra la Città, invece di aiutare i commercianti – che a tutt’oggi non hanno potuto contare ancora su alcun sostegno finanziario legato alle vicende del corona virus – pensa soltanto ad altro, svendendo la nostra Comunità, in particolare in un’area della Città che forse, in passato, ha pagato un prezzo molto alto in termini anzitutto sociali con la delocalizzazione del mercato domenicale >>.

MONDRAGONE. IL COMITATO SINOPE CHIEDE LA REINSTALLAZIONE DELLE TELECAMERE AL PARCO CARDUCCI.

Mondragone. Dalle foto che ci sono state pervenute abbiamo riscontrato che la telecamera di sorveglianza presso il parco Carducci è stata rimossa. Molti residenti si stanno chiedendo il motivo per il quale è stata eliminata. Dopo la riqualificazione del piccolo polmone verde da parte del comitato Sinope, con l’ aiuto degli imprenditori locali, la suddetta zona è rinata, donando ai bambini uno spazio verde per trascorrere le giornate all’ area aperta, eliminando il degrado in cui versava da anni. Detto ciò, vogliamo chiedere a chi di dovere, di far reinstallare le telecamere di videosorveglianza per prevenire eventuali atti di vandalismo e garantire sicurezza ai residenti e soprattutto ai bambini che si recano in loco. L’ area ludica deve essere ben protetta, infatti ci teniamo a ricordare che sul parco Carducci si continua ad investire e il lavoro di valorizzazione di questo fazzoletto verde non si ferma. Chi decide di venire al parco ha tutto il diritto di viverlo in tranquillità e senza problemi. Pertanto, ci auguriamo che gli enti preposti locali possano nuovamente installare la telecamera di sorveglianza al fine di garantire la sicurezza e protezione a coloro che si accingono ad andare al parco Carducci.

MONDRAGONE. PARCO CARDUCCI. MANCA POCO AL TERMINE.

Mondragone. E’ fatta ,il parco Carducci si può dire che è stato terminato e non grazie alla politica dei fatti, anzi, il ringraziamento più grande va attribuito agli imprenditori locali che con il comitato Sinope, sono riusciti a mettere in sesto un’ area da anni degradata. Ci teniamo a precisare che in più di un’ occasione sono stati chiamati i nostri governanti ad intervenire per la riqualificazione del parco e loro, hanno sempre fatto orecchie da mercanti, venendo meno anche a promesse fatte pubblicamente. Quindi, perché far vincere il degrado o il disinteressatamente della cosa pubblica da parte della politica del fare? A questo punto, semplici cittadini hanno imbracciato attrezzi vari e con grande spirito di sacrificio sono riusciti a ripulire il parco. Ma, ci preme focalizzare l’attenzione su un aspetto che probabilmente agli amministratori locali è sfuggito. Questi ragazzi, singoli cittadini, sono gli stessi che puntualmente pagano le tasse in favore del Comune di Mondragone. E con le loro tasse è dovere dell’amministrazione garantire l’ordinaria, ma anche la straordinaria, manutenzione del verde pubblico. Ci sorprende quindi come l’amministrazione, palesemente inadempiente, non abbia speso una parola a favore di quello che è sotto gli occhi di tutti oramai. A parere di molti, gli amministratori di Mondragone dovrebbero dire “grazie” a tutti coloro che sacrificano il proprio tempo, e talvolta le proprie risorse, per adempiere a ruoli che spettano inequivocabilmente al Comune. Gli amministratori dovrebbero scusarsi verso tutti quei cittadini che sono intervenuti per la pulizia del parco Carducci, a tutti quei cittadini che stanchi di vedere le aree pubbliche inaccessibili si armano di santa pazienza e sostituiscono l’amministrazione inadempiente. Devono scusarsi verso
tutti coloro i quali si trovano “costretti” per senso civico a sopperire alle gravi mancanze di una amministrazione troppo distratta; a tutti quei cittadini che nonostante paghino ingenti imposte comunali si trovano il verde pubblico della propria frazione lasciato all’abbandono dall’incuria di amministratori che hanno palesemente disatteso le loro aspettative. Purtroppo, c’è sempre qualcuno che per motivi a noi sconosciuti sono insoddisfatti di questa situazione, infatti nonostante l’ ottimo lavoro svolto dal comitato, alcuni cittadini, forse amanti del degrado, hanno asserito che il suddetto comitato Sinope si è imposto in maniera abusiva in zona, poiché senza l’ autorizzazione dell’ Ente non si possono effettuare lavori in spazi di proprietà comunali e quindi denunciabili. Ci teniamo a rispondere a queste illustre persone e fargli notare che siamo noi che dovremmo denunciare chi ha lasciato quartieri della città in totale abbandono, chi ha privato per anni i cittadini con i propri figli ad entrare nel parco Carducci perché lo stato di abbandono non consentiva loro di stare tranquilli. Hanno lasciato per anni questa zona nelle mani di tossicodipendenti, spacciatori, alcolizzati, mercato di prostituzione minorile. Invece di mortificarsi e chiedere scusa a tutti, osano anche parlare a vanvera, diffidando chi si è armato di buona volontà per liberare un fazzoletto di verde lasciato all’ abbandono. Detto ciò, ringraziamo tutti gli imprenditori locali che hanno sposato il progetto del comitato Sinope e tutti coloro che continuano a credere in questa iniziativa che ha portato solo benessere alla piccola zona verde e disperazione a chi lucra sul degrado.

MONDRAGONE. SALVIAMO LE NOSTRE DUNE.

Mondragone. Alcuni tecnici della sezione Campana del WWF for a living Planet, in data 26/08/2020 hanno prodotto un’ importantissima relazione inerente alla “Duna” presente sul lato sinistro della loc. Fiumarella del nostro territorio. Purtroppo la fascia litoranea del Comune di Mondragone, dalla foce sinistra del corso d’acqua Fiumicelle fino alla foce
destra del Canale “Agnena”, costituisce un vasto ecosistema naturale che necessita di adeguata tutela,
valorizzazione, e di oculate azioni di recupero. La maggior parte delle risorse naturalistiche ancora presenti
sul territorio sono da interpretarsi come “residuali” ma, allo stesso tempo, di primaria importanza in quanto
rappresentano le ultime, preziose testimonianze di un assetto naturale in via di progressiva e veloce disgregazione.
Dal sopralluogo effettuato, si evidenzia che, alla ampia zona afitoica utilizzata per le attività balneari, segue una
fascia “ viva “ relativamente stretta tra essa ed il lungomare. Per tale motivi lo sviluppo fisico, e la
conseguente evoluzione vegetazionale della duna , almeno in questa zona studiata, non è possibile. È noto a tutti che le dune svolgono un ruolo importantissimo nell’ equilibrio delle coste. Esse servono per proteggere le spiagge dall’erosione, dalle mareggiate e dall’impatto antropico.  Tutti i sistemi litoranei sono fortemente minacciati. Da problemi locali, a quelli globali come i cambiamenti climatici e l’innalzamento del livello dei mari. Ma c’è un altro grande problema che mette a repentaglio la conservazione di questi luoghi importantissimi, è il calpestio da parte delle persone meno attente.
Infatti piante che crescono in loco, possono sopportare il caldo, la sabbia, il sale,  ma non sopravvivono se calpestate. “Ciò che non viene percepito è che l’indebolimento delle dune mette a rischio tutto l’entroterra. Infatti secondo alcuni esperti, le dune sono quelle considerati come ambienti sacrificali, perché questi vengono erosi parzialmente ma preservano l’entroterra dalle mareggiate. Esse infatti sono dei serbatoi, dei sistemi dinamici che immagazzinano la sabbia per poi rilasciarla alla spiaggia durante le mareggiate. Insomma le naturali protezioni di questi ambienti così delicati. Pertanto, chiediamo al sindaco ed a tutta l’ amministrazioni comunale di non realizzare nuovi stabilimenti balneari e/o spiagge libere attrezzate in loco, perché secondo alcune testimonianze è proprio nel luogo sopra citato che i nostri governanti vorrebbero realizzare queste strutture. Ci auguriamo che siano solo delle semplici voci da corridoio e niente di concreto altrimenti sarebbe alquanto gravissimo questo tipo di progetto. Quindi, signori amministratori, salviamo e tuteliamo le nostre Dune.